angolo

Accesso riservato

Profilo biografico: Germano Facetti

Germano Facetti M
1926, Milano (MI), Italia
08/04/2006, Sarzana (SP), Italia
Coniugato
Nasce a Milano nel 1926. Ancora adolescente, nell'autunno del 1943 è arrestato dalla polizia come membro armato della resistenza e, dopo alcuni mesi di detenzione a San Vittore, deportato a Mauthausen in Austria.
Arriva a Mauthausen alla fine di febbraio del 1944, dove viene immatricolato col numero 53396, e il 1° aprile, dopo la quarantena, è trasferito al vicino campo di Gusen I.
Nel campo di Gusen conosce e diventa amico di Lodovico Barbiano di Belgiojoso che giunge al campo alcuni mesi dopo Germano insieme all'amico e collega Gian Lugi Banfi. Erede dei grandi umanisti, l'amico Lodo dispensa a Germano e ai compagni di prigionia lezioni di dignità e di cultura, sollevando le loro menti dagli orrori quotidiani. Belgiojoso indica la via spirituale e culturale per sopravvivere. A maggio del 1945 Germano Facetti è liberato dalle truppe alleate e sin da quel primo momento si dedica a raccogliere documenti, foto, informazioni sui nazisti e le loro orrende barbarie. Costruisce e conserva un taccuino di appunti e disegni suoi e di Belgiojoso fatti nel campo.
Al rientro a Milano frequenta lo studio BBPR (Banfi, Belgiojoso, Peressutti e Rogers) come disegnatore, riprende gli studi e comincia a svolgere ricerche in archivio per la rivista "Domus" fondata da Ernesto Rogers. Nel frattempo lavora con i gruppi comunisti milanesi per ricostruire le scuole.
Conosce in quel periodo Mary Crittall, giovane architetto inglese che collabora con lo studio BBPR. Sposa Mary nel 1950 e si trasferisce a Londra. Studia tipografia alla Central School of Arts and Crafts, inizia l'attività di designer, lavorando a lungo per British Olivetti, quindi indirizza sempre più il suo interesse verso la grafica editoriale. Per un certo tempo lavora come editing artistico all'Aldus Books, disegnando, cercando illustrazioni e commissionando fotografie e immagini. Frequenta in quegli anni il Caffé Torino in Old Compton Street, ritrovo abituale dell'avanguardia londinese.
Tramite amici disegna The Poetry Bookshop in Soho e nel 1956 con Theo Crosby realizza "This is tomorrow", rassegna-manifesto del nuovo design inglese che rappresenta una tappa fondamentale per l'arte contemporanea europea, progetta le prime mostre sulla creatività italiana nell'industrial Design (1955) e contemporaneamente lavora per le edizioni illustrate di Jonathan Cape e per altri editori. ln questo periodo scrive e collabora al "Penrose Annual" e alla rivista "Typographica" diretti da Herbert Spencer.
Nel 1959 lascia Londra per Parigi dove frequenta gli ambienti cinematografici, divenendo amico di Alain Resnais e di Agnes Varda. Lavora con Chris Marker, apparendo nel suo film La Jetée (1962).
Nel 1960 approda alla Penguin Books divenendone art director. Inserisce nuovi disegnatori e grafici e cominciando con la serie del crimine nel 1962, rifonda gradualmente l'identità dei Penguin. lì suo più grande successo fu il nuovo disegno dei classici con sfondo nero, che dovette vincere l'iniziale ostilità dei direttori editoriali. Durante la direzione artistica di Facetti la produzione dei Penguin si dilata e si sviluppa in molte collane, oltre quelle classiche. Facetti caratterizza le singole collane all'interno di un'immagine coordinata e riconoscibile caratterizzata dall'impostazione più visuale, in luogo di quella tipografica.
Collabora ad istituire la Design and Art Directors Association di Londra e ne progetta la prima esposizione.
Dal 1967 al 1969 è Presidente dell'Alliance Graphique Internationale.
Alla fine degli anni Sessanta è consulente artistico alla Purnell's History of the Twenthieth Century.
Nel 1970 produce il film Vìctoria Excetera sulla statuaria imperiale degli edifici londinesi.
Nel 1971 pubblica con Alan Fletcher un'antologia illustrata dell'identità grafica: Identità Kits. A Pictorial Survey of Visual Signals.
Lascia Londra nel 1972 per tornare in Italia dedicandosi all'attività di consulente editoriale, quindi anche all'insegnamento in Inghilterra e negli Stati Uniti.
Dal 1973 si divide tra Milano e Londra come consulente per editori di libri e riviste, tra cui "Timelife", Jonathan Cape, e Rizzoli.
In Italia disegna guide regionali di viaggio per l'"Espresso" e la sua impresa editoriale più significativa è la storia illustrata del Parlamento Italiano in venti volumi.
Ha disegnato centinaia di libri e riviste che rimangono dimostrazioni esemplari del modo in cui i grafici e le immagini documentarie possono essere usati per rendere le idee più comprensibili e la storia più reale.
Ha insegnato alla Bath Academy, al Politecnico di Manchester, al London College of Printing, al Chelsea College of Art, all'Università Cattolica di Valparaiso, al Grafiska Institutet di Stoccolma e a Yale.
E' morto a Sarzana, dove risiedeva, l'8 aprile 2006.
Biografia di Marzia Ratti, tratta da Non mi avrete, catalogo della mostra Disegni da Mathausen e Gusen. La testimonianza di Germano Facetti e Lodovico Belgiojoso, La Spezia, 27 settembre 2006

Fondi archivistici prodotti:

Facetti Germano

Citazioni di o su Germano Facetti in Monografia

Paolo Crepet, La ragione dei sentimenti, Torino, Einaudi, 2002;
Manlio Magini, Un itinerario per il Lager: chimere, errore e apostasia, Firenze, Edizioni Polistampa, 1993, pp.170-171;
Non mi avrete: disegni da Mauthausen e Gusen, Marzia Ratti (cur.), Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2006, pp.95, [catalogo della mostra];
Germano Facetti. Dalla rappresentazione del Lager alla storia del XX secolo, Daniela Muraca (cur.), Cinisello Balsamo, Silvana Editoriale, 2008, pp.159, [catalogo della mostra "(R)esistere per immagini. Germano Facetti dalla rappresentazione del Lager alla storia del XX secolo", Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà, Torino, 24 gennaio 2008];
Germano Facetti grafica e testimonianza, Mario Piazza (cur.), Milano, AIAP, 2008, pp.120-151;

Relazioni con altri documenti e biografie


Marzia Ratti
27/09/2006 19/11/2013
visualizza

Visualizza i contributi lasciati su questo documento

Come citare questa fonte: Facetti, Germano  in Archivio ISTORETO [IT C00 BP9]
Valid XHTML 1.0 Transitional